Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti, dei linotipisti
Siamo i gatti neri, siamo pessimisti
Siamo i cattivi pensieri e non abbiamo da mangiare
Com’è profondo il mare, com’è profondo il mare
Babbo, che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani
Caccia via queste mosche che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com’è profondo il mare, com’è profondo il mare
È inutile, non c’è più lavoro, non c’è più decoro
Dio, o chi per Lui, sta cercando di dividerci
Di farci del male, di farci annegare
Com’è profondo il mare, com’è profondo il mare
Con la forza di un ricatto, l’uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti, spalancò prigioni
Bloccò sei treni con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero ad un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere, a piangere e a urlare, solo in mezzo al mare
Com’è profondo il mare, com’è profondo il mare
Poi da solo l’urlo diventò un tamburo
E il povero come un lampo nel cielo sicuro
Cominciò una guerra per conquistare quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore doveva coltivare
Com’è profondo il mare, com’è profondo il mare
Ma la terra gli fu portata via, compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato in un palazzo, in un fosso, non ricordo bene
Poi una storia di catene, bastonate e chirurgia sperimentale
Com’è profondo il mare, com’è profondo il mare