Tralci di vite vissuta

Ma voi lo sapevate che su internet esiste un posto magico e un po’ spaventoso dove il passato del web è immortalato in 840 miliardi di istantanee scattate in vari momenti anche a siti che non esistono più online?

Prendiamo il sito dei Wuberoni: possiamo spostarci nella timeline come in una macchina del tempo e vedere com’è cambiato il modo di comunicare il würstel negli ultimi 22 anni. Io ci ho trascorso tutta la mattina e mi ha arricchita tantissimo.

Dopo essermi arricchita mi sono imbarazzata a morte perché ho ritrovato il blog che avevo aperto nel 2008, blog che si chiamava “Tralci di vite vissuta”, che sembra fatalmente il nome di una trasmissione tv sui profeti. Lì volevo raccontare le mie avventure in un mondo – quello del vino – che sentivo mi avrebbe ospitata a lungo (e avevo ragione).
Il blog era sulla storica, italianissima , antesignanissima  piattaforma Splinder che invece, lei, non mi ha ospitato a lungo perché nel gennaio 2012 è fallita.  Io non ho migrato verso altre piattaforme, non ho salvato niente di quel blog e ho smesso di raccontare le mie avventure al web perché nel frattempo è arrivato Facebook che non ha mai smesso di mettermi a disagio quando provo a raccontargli qualcosa.

Ecco un’istantanea del post dove racconto di quando mi hanno licenziato dalla prima cantina in cui ho lavorato. A quello sono seguiti altri licenziamenti, dimissioni e persino due anni in cui al vino ho detto “ho un vuoto di senso…mi serve una pausa…non sei tu sono io…”
In quindici anni mi si sono accumulate un sacco di avventure vinose quindi torno con un sito e con un modo di raccontare me e il vino che è cambiato molto e che sono sicura mi imbarazzerà a morte quando fra altri 15 anni lo rileggerò su web.archive.org ma sarà un bene perché vorrà dire che la vecchia me mi farà sempre un po’ pena rispetto alla me attuale che invece mi sembra tutto sommato presentabile.